I traumi ai denti sono frequenti nell’infanzia: i primi passi, le corse in cortile, l’altalena, lo sport. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccoli colpi senza conseguenze, ma a volte un dente si scheggia, si sposta o cade del tutto. In quei momenti sapere cosa fare nei primi minuti può fare una grande differenza, soprattutto se il dente coinvolto è permanente.
Questa guida riassume i comportamenti consigliati dalle principali linee guida internazionali sui traumi dentali. Non sostituisce la visita, ma vi aiuta a non perdere tempo prezioso.
Cosa fare subito dopo un colpo alla bocca
Prima ancora del dente, guardate il bambino nel suo insieme. Se ha perso conoscenza, vomita, è insolitamente sonnolento, confuso o ha forte mal di testa, il colpo potrebbe aver interessato la testa: rivolgetevi subito al pronto soccorso. Il dente, in questo caso, passa in secondo piano.
Se invece il bambino è vigile e reattivo:
- Mantenete la calma e rassicuratelo: un genitore tranquillo aiuta il bambino a collaborare.
- Pulite delicatamente la bocca con acqua e, se la gengiva o il labbro sanguinano, premete con una garza pulita o un fazzoletto per qualche minuto.
- Cercate il dente o i frammenti sul luogo della caduta.
- Capite se si tratta di un dente da latte o permanente. Se il bambino ha meno di 6 anni, il dente è quasi certamente da latte e non va rimesso a posto. Se non siete sicuri, non reimpiantatelo: conservatelo nel latte e chiamate subito il dentista.
- Contattate lo studio il prima possibile, anche se il bambino non sente dolore.
Dente da latte caduto: non va reimpiantato
Se a cadere è un dente da latte, la regola è chiara: non bisogna rimetterlo al suo posto. Sotto ogni dente da latte si sta formando il dente permanente che lo sostituirà, e un reimpianto potrebbe danneggiarlo.
Questo non significa che non serva fare nulla. È importante far vedere il bambino al dentista per:
- controllare che nella gengiva non siano rimasti frammenti;
- verificare che i denti vicini e il labbro non abbiano subito danni;
- valutare, nel tempo, che il dente permanente cresca regolarmente.
Conservate comunque il dente caduto e portatelo con voi: aiuta il dentista a capire se è uscito intero.
Dente permanente caduto: ogni minuto conta
Quando cade un dente permanente, per esempio un incisivo superiore di un bambino di 8-9 anni, la situazione è diversa. In questo caso il dente può spesso essere salvato, ma il tempo che passa fuori dalla bocca è decisivo.
Come comportarsi
- Prendete il dente dalla corona, cioè la parte bianca che si vede quando il bambino sorride. Non toccate la radice.
- Se il dente è sporco, sciacquatelo brevemente sotto acqua fredda, per pochi secondi, senza strofinarlo e senza usare sapone o disinfettanti.
- Se il bambino collabora, provate a reimpiantarlo subito nella sua sede, nel verso giusto, e fategli mordere una garza o un fazzoletto pulito per tenerlo fermo.
- Se non riuscite a reimpiantarlo, conservatelo nel latte freddo o in soluzione fisiologica. Non lasciatelo asciutto, non avvolgetelo in un fazzoletto e non tenetelo nell’acqua del rubinetto, che è un mezzo poco adatto: se non avete latte o soluzione fisiologica, chiamate subito il dentista.
- Andate dal dentista immediatamente, portando il dente con voi.
Il dentista valuterà il dente, la posizione e il tempo trascorso, e deciderà come stabilizzarlo e come seguirlo nelle settimane successive. A volte, nei mesi seguenti, possono servire cure della polpa del dente, cioè trattamenti di endodonzia pediatrica. Chiedete anche al pediatra se è necessario verificare la copertura antitetanica, soprattutto se il dente è caduto a terra all’aperto.
Dente rotto o scheggiato
Se il dente non è caduto ma si è rotto o scheggiato:
- raccogliete i frammenti e conservateli in acqua o nel latte: a volte possono essere riattaccati;
- osservate se nella parte rotta si vede un puntino rosa o rosso: può significare che è esposta la polpa, cioè la parte interna del dente con nervi e vasi;
- contattate il dentista in tempi brevi, anche se il bambino non lamenta dolore.
Anche una piccola scheggiatura merita un controllo: un dente fratturato può diventare sensibile, e la frattura può interessare strati più profondi di quanto sembri.
Dente spostato, spinto dentro o che si muove
Dopo un colpo il dente può spostarsi in avanti o indietro, rientrare nella gengiva o muoversi più del normale. In questi casi:
- non cercate di rimetterlo in posizione con le dita e non forzatelo;
- evitate cibi duri e fate mangiare il bambino dal lato opposto;
- portatelo dal dentista, che valuterà con calma la situazione ed eventualmente con una radiografia.
Questo vale sia per i denti da latte sia per quelli permanenti: le scelte di trattamento sono diverse nei due casi e vanno prese dal professionista.
Nelle settimane successive: i controlli contano
Un trauma dentale non si esaurisce il giorno della caduta. Anche quando tutto sembra a posto, il dente va ricontrollato nel tempo. Prestate attenzione se notate:
- un cambio di colore del dente, che diventa grigio, scuro o giallastro;
- gonfiore o una piccola bollicina sulla gengiva vicino al dente;
- dolore alla masticazione o al freddo;
- un dente da latte che non cade quando dovrebbe, o un dente permanente che spunta in posizione strana.
Sono segnali da riferire al dentista, che saprà dirvi se serve solo un controllo o una cura. Nella pagina dedicata alla pedodonzia trovate come seguiamo i bambini nel tempo.
Come ridurre il rischio di traumi
Non tutti gli incidenti si possono evitare, ma qualche accorgimento aiuta:
- negli sport di contatto o con rischio di cadute (calcio, basket, hockey, arti marziali, skate) valutate con il dentista l’uso di un paradenti;
- usate sempre seggiolini e cinture in auto;
- in casa, proteggete spigoli e scale nei primi anni di vita;
- se vostro figlio ha gli incisivi superiori molto sporgenti, parlatene con il dentista: denti in avanti sono più esposti ai colpi. Una prima valutazione ortodontica può aiutare a capire se è utile intervenire.
Quando chiedere un parere al dentista
Dopo qualsiasi colpo alla bocca che coinvolga i denti, il consiglio è semplice: chiamate lo studio e descrivete cosa è successo. Vi diremo se è necessario vedere subito il bambino o se basta un controllo nei giorni successivi. Se lo studio è chiuso o non riuscite a contattarlo, rivolgetevi al pronto soccorso. Trovate numeri e orari nella pagina Contatti.
Se volete approfondire come crescono i denti e quando cadono quelli da latte, leggete la nostra guida sulla dentizione nei bambini. E se il vostro bambino ha paura dopo l’esperienza del trauma, qui trovate alcuni consigli per affrontare la paura del dentista.
Fonti e riferimenti
- International Association of Dental Traumatology (IADT) – Linee guida per la gestione dei traumi dentali, 2020
- Ministero della Salute – Linee guida nazionali per la prevenzione e la gestione clinica dei traumi dentali negli individui in età evolutiva, aggiornamento 2018