Lavare i denti ai bambini sembra semplice, finché non ci si prova con un bimbo di due anni che stringe la bocca o con un ragazzino che giura di averlo già fatto. Eppure lo spazzolino quotidiano è la base della prevenzione della carie: nessun controllo dal dentista può sostituire quello che si fa a casa ogni giorno. In questa guida trovate le indicazioni pratiche, età per età, con i consigli per rendere il momento più facile per tutti.

Le regole valide a ogni età

Prima di entrare nel dettaglio delle diverse fasi, ecco i principi che valgono sempre.

  • Due volte al giorno, e una delle due deve essere la sera prima di dormire: durante il sonno la saliva diminuisce e i denti sono meno protetti.
  • Circa due minuti ogni volta, dedicando attenzione a tutte le superfici: esterne, interne e masticatorie.
  • Dentifricio al fluoro nella quantità giusta per l’età. Ne parliamo in dettaglio nella guida al dentifricio al fluoro per bambini.
  • Sputare senza sciacquare con molta acqua: così il fluoro resta più a lungo a contatto con i denti.
  • Spazzolino morbido, con testina piccola adatta alla bocca del bambino, da cambiare ogni tre mesi circa o prima se le setole sono rovinate.

Da 0 a 1 anno: gengive e primi dentini

Prima che spunti il primo dente si possono pulire le gengive con una garza o un ditale in silicone inumidito, una volta al giorno. Non è indispensabile per la salute, ma abitua il bambino al contatto in bocca.

Quando compare il primo dentino, di solito intorno ai sei mesi, inizia lo spazzolino vero e proprio: uno spazzolino morbido per la prima infanzia e una quantità minima di dentifricio al fluoro, pari a una traccia o a un chicco di riso. In questa fase siete voi a fare tutto. Il bambino può tenere in mano un secondo spazzolino per giocare e imitarvi.

Da 1 a 3 anni: la routine prende forma

È l’età in cui spuntano molti denti da latte, compresi i molari, e in cui il bambino spesso non collabora. Qualche consiglio pratico:

  • Trovate una posizione comoda: con i più piccoli funziona bene tenerli sdraiati sul lettino o sulle vostre ginocchia, con la testa appoggiata verso di voi. Così vedete meglio la bocca e il bambino si sente sostenuto.
  • Fate da modello: lavatevi i denti davanti a lui. I bambini imparano soprattutto imitando.
  • Rendete il momento prevedibile: sempre alla stessa ora, nello stesso posto, magari con la stessa canzone.
  • Fate attenzione ai molari in fondo alla bocca: sono i denti dove la carie compare più facilmente.

Da 3 a 6 anni: l’autonomia si allena, ma non basta

Il bambino vuole fare da solo, ed è giusto lasciarglielo fare. Il problema è che non ha ancora la manualità per pulire bene tutte le superfici. La soluzione è dividere il compito: prima prova lui, poi un genitore ripassa. In genere si consiglia di ripassare e controllare fino ai 7-8 anni circa: un buon riferimento è quando il bambino sa allacciarsi le scarpe da solo con precisione.

In questa fase potete:

  • usare un timer o una clessidra di due minuti;
  • dividere la bocca in quattro zone e dedicare a ciascuna «una strofa» della canzone;
  • far scegliere al bambino lo spazzolino, con il suo colore o personaggio preferito.

Da 6 a 12 anni: arrivano i denti permanenti

Intorno ai sei anni spuntano i primi molari permanenti, dietro gli ultimi denti da latte, senza che cada nessun dente. Molti genitori non se ne accorgono e li scambiano per denti da latte. Sono denti che devono durare tutta la vita e che, appena spuntati, sono più vulnerabili alla carie: vanno spazzolati con cura, anche se sono in fondo e un po’ più bassi degli altri.

In questi anni conviene anche:

  • introdurre il filo interdentale, all’inizio con l’aiuto di un adulto o con i porta-filo, soprattutto dove i denti sono a contatto stretto;
  • continuare a controllare la qualità dello spazzolamento, magari a sorpresa e senza trasformarlo in un esame;
  • chiedere al dentista se sono indicate le sigillature dei molari.

Dai 12 anni: ragazzi autonomi, ma da motivare

Gli adolescenti sanno lavarsi i denti, ma non sempre lo fanno con costanza. In più possono portare un apparecchio ortodontico, che richiede strumenti come scovolini e spazzolini specifici. Funzionano meglio le motivazioni legate a ciò che conta per loro, come l’alito fresco o un sorriso che li fa sentire a proprio agio, piuttosto che i rimproveri.

Gli errori più comuni

  • Fare in fretta: trenta secondi non bastano. Un timer aiuta molto.
  • Dimenticare la sera: è il lavaggio più importante della giornata.
  • Sciacquare con tanta acqua dopo il dentifricio, eliminando il fluoro.
  • Lasciare fare da soli troppo presto i bambini piccoli.
  • Spazzolare con troppa forza, che non pulisce meglio e può irritare le gengive.
  • Usare lo stesso spazzolino per mesi con le setole aperte.
  • Bere succhi o latte dopo il lavaggio serale: dopo lo spazzolino, solo acqua.

Quando chiedere un parere al dentista

Durante i controlli il dentista può mostrarvi dove il bambino lascia più placca e suggerirvi le posizioni e gli strumenti più adatti alla sua età. È utile chiedere un parere se notate macchie bianche o scure, gengive che sanguinano spesso, alito cattivo persistente, oppure se lavare i denti è diventato un momento di scontro quotidiano. Alcuni bambini, inoltre, beneficiano di sedute di igiene professionale.

Trovate tutte le informazioni nelle pagine dedicate all’igiene orale e prevenzione e alla pedodonzia. Se vostro figlio non è mai stato dal dentista, leggete anche quando portarlo per la prima volta. Per qualsiasi domanda potete contattarci.

Fonti e riferimenti

  • Ministero della Salute – Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva, 2013
  • European Academy of Paediatric Dentistry (EAPD) – Policy document on the use of fluoride in children, 2019